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Abbiamo bisogno di eroi?

Mantova, Festivaletteratura, 7/9/2014 – con Licia Troisi, Stefano Jossa e Francesco Piccolo

Piccolo Jossa Troisi a mantova - 7/9/2014

Piccolo Jossa Troisi a mantova – 7/9/2014

Nel lessico del giornalismo la parola eroe oggi è una delle più ricorrenti, parola abusata per designare atleti, geni, campioni, etc. Jossa osserva che la letteratura, al contrario del giornalismo, sembra prediligere gli antieroi e chiede perchè a Licia Troisi e Francesco Piccolo. Continue reading

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Superficie e sostanza

Camille Pissarro autoritratto da giovane

Camille Pissarro – autoritratto da giovane

Camille Pissarro (nato a Charlotte Amalie il 10 luglio 1830 e deceduto a Parigi il 13 novembre 1903), dopo essere fuggito da una vita borghese nella quale non si riconosceva, in quanto riteneva che la classe borghese non fosse interessata e non perseguisse il “bello”, si diede interamente alla carriera di pittore. Nel corso della sua vita cercò di approfondire la conoscenza di sé, che, a suo dire, è ciò che rende autentica e talentuosa l’arte. Anche se la superficie può sembrare completa fin dall’inizio, manca la padronanza delle sensazioni. Certe nature sono lente a comprendere la propria sostanza; non bisogna preoccuparsi del tempo che passa o di cercare la capacità: quella verrà col tempo. Lo sforzo massimo deve applicarsi ad approfondire il proprio stile, il resto non serve; e per farlo occorrono costanza, determinazione, applicazione e sensazioni libere, spoglie di ogni altra cosa che non sta nella propria sensazione. In questo modo sarà possibile raggiungere la polpa, la sostanza di sé e adeguare ad essa la superficie.

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Notizia e informazione

Dal dizionario:

NOTIZIA

  • 1 Informazione relativa a una persona o un avvenimento perlopiù recente, appresa direttamente o tramite altri SIN novità: diffondere una n.; buona, bella, brutta, cattiva n.; in partic. (e spec. al pl.) informazione di interesse generale trasmessa dai mezzi di comunicazione di massa: sentire alla radio le n. sportive; || fare n., destare interesse, scalpore | dare n. di qlco., informare, annunciare
  • 2 Informazione su fatti del passato tramite tracce tangibili o memoria: un popolo di cui si è persa ogni n.
  • 3 lett. Conoscenza, cognizione di qlco.

INFORMAZIONE

L’informazione è la scambio di conoscenza tra due o più persone, all’interno di una comunità o nella società, nonché il significato che le persone coinvolte attribuiscono a tale conoscenza. È ciò che, per un osservatore o un recettore posto in una situazione in cui si hanno almeno due occorrenze possibili, supera un’incertezza e risolve un’alternativa, cioè sostituisce il noto all’ignoto, il certo all’incerto. In altre parole, essa riguarda il contesto in cui i dati sono raccolti, la loro codifica in forma intelligibile ed in definitiva il significato attribuito a tali dati. La parola deriva dal sostantivo latino informatio(-nis) , dal verbo informare, nel significato di “dare forma alla mente”, “disciplinare”, “istruire”, “insegnare”.

Quindi, in sostanza, la notizia dovrebbe esserre un’informazione resa nota e dovrebbe quindi portare conoscenza su vasta scala, una conoscenza non superficiale, ma frutto di scambio e di studio, che dovrebbe permettere di avere maggiori certezze e cognizione di causa. Credo sarebbe utile ricordarlo ad ogni giornalista e direttore di giornale ogni volta che decidono di affrontare un argomento e di pubblicarlo sulla carta stampata o di diffonderlo in altro modo. E’ un compito gravoso e prezioso dare notizie.

Dare notizie è fare informazione, permettere alle idee di circolare, aumentare il livello di conoscenza qualificata.

 

 

 

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L’intransigente

La libertà italiana è sempre stata fragile perché troppo pochi sanno essere intransigenti.

Siamo il paese della libertà fragile. Le libere repubbliche del tardo Medio Evo non hanno saputo proteggersi dalla tirannide e dal dominio straniero; lo Stato liberale nato dal Risorgimento nel 1861 è stato distrutto cinquant’anni dopo dal fascismo; la Repubblica democratica nata il 2 giugno 1946 è degenerata nel sistema berlusconiano. Perché tutto ciò è accaduto e accade?

Perché in tutte queste occasioni sono mancati gli oppositori determinati a combattere con tutte le forze contro queste tirannie, qualunque forma abbiano assunto, e perché in troppi sono disposti ad aprire loro le porte e a cedere il passo.

  Il video: http://www.laterza.it /index.php?option=com_content&view=article&id=725:lqintransigenteq-viroli-a-le-storie-di-augias&Itemid=101

Approfondimenti: http://www.novefebbraio.it/video/maurizio-viroli-intransigenza-e-coscienza-morale

http://www.unipd.it/ilbo/content/lintransigente-di-maurizio-viroli

 

Una pianta con molte . Primo requisito della buona intransigenza è senza dubbio la saggezza politica, intesa come capacità di capire uomini, circostanze e tempi. È un sapere che non si basa su regole certe, ma sull’arte raffinata di interpretare parole, segni, gesti e sulla capacità di cogliere la “verità effettuale della cosa”, come scrive Machiavelli, che sta dietro ai veli della simulazione della dissimulazione e delle menzogne della politica. È la realtà delle motivazioni e delle passioni che spingono individui e popoli ad agire in un modo anziché un altro, a perseguire determinati fini e a disinteressarsi di altri. Se vogliamo disegnare congetture probabili su come agirà questo o quel politico, questo o quel popolo, dobbiamo leggere bene le sue passioni, capire se sono avidi di gloria, o attaccati agli interessi materiali, audaci o cauti, ambiziosi o umili. Solo chi è in grado di intendere la geografia delle passioni può disegnare e mettere in atto strategie politiche vincenti.

La saggezza che aiuta l’intransigenza viene da una conoscenza specifica che diffida di modelli generali: non le interessa sapere come dovrebbero agire gli esseri umani se fossero razionali, ma com’è probabile che agisca questo o quel politico in determinate circostanze. […] Tale qualità si acquista con l’esperienza e con la conoscenza della storia. Quest’ultima permette di capire la realtà entro la quale dobbiamo operare riconoscendola, vale a dire individuando le analogie con situazioni simili che si sono verificate in passato. Ma il riconoscimento è opera delicata, che richiede, ammoniva Guicciardini, “buono e perspicacie occhio”, perché, ai fini dell’azione politica, una piccola differenza rispetto alla situazione del passato fa tutta la differenza del mondo. Se i politici italiani avessero avuto questo tipo di saggezza, non avrebbero commesso l’errore di essere accomodanti né con Mussolini né con Berlusconi.

Oltre che di saggezza, l’intransigenza ha bisogno di passioni. […] Da sola, la voce della coscienza morale difficilmente può vincere contro avversari agguerriti come le lusinghe, le promesse di onori e la pena e il senso di colpa che affliggono chi per il proprio ideale fa soffrire le persone più care; è necessario che accorra in suo aiuto una passione tenace quale lo sdegno, inteso come quel profondo senso di repulsione per l’ingiustizia, che è proprio degli animi grandi ed è invece del tutto sconosciuto agli animi servili e ignobili. Diverso dalla compassione, che è dolore nei confronti della immeritata sfortuna di altri; diverso anche dall’invidia, che è il dolore per un bene che gli altri hanno e noi no; lo sdegno è, in senso stretto, l’ira dei buoni: l’ira per giusti motivi, l’ira nei confronti delle persone contro le quali è giusto provare ira.

Lo sdegno è insomma l’ira guidata dalla ragione e come tale può, anzi, deve vivere anche nell’animo della persona mite. in taluni casi,