MISTICA – Racconto di Claudia Ambrosini

Ora che mi dice “mistica”, non so proprio cos’è. La prof. dice parole che spesso non capisco, mi distraggo e mi perdo. Apre tante parentesi, come dice lei. Non sono sicura che le chiuda.

Ci chiede se conosciamo dei mistici. Io non so se ho capito che cos’è un mistico, però mi ha fatto venire in mente un signore che abita nello stesso cortile di mia nonna. Ha un cane che fa sempre la cacca davanti a casa nostra e lui non la raccoglie, lui, il signore, Ivo.

Ma non per questo mi è venuto in mente che potrebbe essere un mistico, è che sta sempre da solo, in silenzio. A parte quando porta fuori il cane, gli dice un sacco di parolacce perché il cane fa quello che vuole e non lo ascolta. A me la “mistica” fa venire in mente la solitudine e il silenzio. E anche Ivo. Che non è stato più lo stesso dopo la morte della moglie che amava, Rita. Incontrarla, dice sempre la nonna, gli aveva cambiato la vita.

La prof dice di dire la prima parola che ci viene in mente con “mistica”. Tocca a me, non mi è venuto in mente niente, dico ENIGMISTICA. La prof. dice: “Spiega”. E io dico che per me la “mistica” è un enigma.

Suona la campanella. Menomale. La prof. dice di cercare “mistica” sul vocabolario.

Si sente che è vecchia. Noi, certe cose, le guardiamo su Internet.

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