Ma siamo matti?

Lo psichiatra Vittorino Andreoli nella puntata di Pane Quotidiano parla di masochismo mascherato. Fede assoluta. Individualismo spietato. Sono alcuni dei sintomi che nel suo nuovo libro “Ma siamo tutti matti” Andreoli riscontra nel popolo italiano. Non una media dei vizi nazionali, ma un vero e proprio quadro clinico che rivela, con una “pietas” che è quasi un atto d’amore per l’Italia, le influenze del contesto storico e sociale sulla nostra psiche collettiva, perennemente in bilico tra normalità e follia.

Guarda Vittorino Andreoli a Pane quotidiano del 26/02/2015

ma siamo mattiCredo che durante il colloquio il prof. Andreoli faccia un’affermazione fondamentale: …del popolo italiano faccio parte anch’io…”. Il difetto principale che ravviso nelle forze politiche che ci rappresentano e quindi anche nel popolo tutto (del quale faccio parte anch’io!) è vedere sempre la pagliuzza nell’occhio dell’altro e mai i difetti propri. Ne consegue un atteggiamento lamentoso, un dare la colpa agli altri a prescindere da ciò che ci succede (se proprio non c’è nessuno con cui prendersela, comodamente chiamiamo in causa Dio come fosse il nostro vicino di casa), senza mai prenderci la parte di responsabilità che ci compete. La mancanza di senso di responsabilità ha molte conseguenze e derive, dalle più semplici (butto il mozzicone a terra o non faccio la raccolta differenziata) alle più corpose (rubo soldi al mio stesso popolo e alle generazioni che verranno), che hanno una radice comune e, dunque, la loro gravità dipende soltanto dalle opportunità che ci si presentano, in mancanza di una rete di valori forti, come il senso di comunità e la solidarietà; valori che, in assenza di intelligenza o strumenti più raffinati, possono porre un freno ai singoli comportamenti scorretti.

L’intervento del prof. Andreoli mi ha fatto tornare alla mente il film Ma che siamo tutti matti?, che non è un grande pellicola, ma vi suggerisco di guardare questa scena per capire se vi siete mai sentiti così… guarda filmato

La scena, fra l’altro, mi stimola a fare una considerazione. Di fronte alle nostre difficoltà c’è sempre qualcuno pronto a farsi beffe di noi e la nostra reazione, suggerita spesso da genitori o amici, è a diventare più furbi. Non più intelligenti; ma più furbi. Se simili piccolezze rimangono ben radicate nel senso comune della cultura italiana, allora dovremo aspettare ancora molto prima di avere una classe dirigente che ci faccia sentire fieri di essere cittadini italiani. Il film Ma siete tutti matti? parte da una bottiglietta di Coca Cola, lanciata da un piccolo aereo, che cade senza infrangersi nella savana del Kalahari stravolgendo la vita di un gruppo di boscimani senza alcun precedente contatto con la civiltà. Ogni nostra azione ha un riverbero del quale non possiamo intuire la portata.

Vi siete accorti del punto in cui viene interrotta l’insegnante nel breve filmato proposto? Tutti convennero che le pagine dei libri erano state strappate dal Signor Nessuno. I “signori nessuno” non hanno nemmeno diritto alle maiuscole e sono tutti i fan del cosìfantutti, detrattori dello studio e della cultura “perché non serve”, slogan dietro ai quali coprono la loro mediocrità.

Vogliamo essere anche noi dei “signori nessuno”? Davvero, la scelta è nostra.

 

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