Category Archives: alfabeto italiano

Credo nelle parole quanto credo nell’essere umano. Non molto. Eppure sono donna e poetessa. La poesia vive di parole, delle vite degli esseri umani nel mondo, delle parole per dire il mondo. So che le persone riconoscono la bellezza e la bellezza è ciò che emoziona. Allora ho cercato di ripulire le parole, per quanto mi è di mestiere e di talento, per ridare loro dignità e pregnanza. Nella convinzione che chiunque può accedere ad esse, con esse emozionarsi, prima ancora di capire.

Qui offro il mio linguaggio, dunque me stessa e il mondo come lo colgo, nella speranza di essere sufficiente solo come uno degli esempi possibili.

CONTENZIONE

Le donne non devono offrirsi

ma contenersi contenere

è così nel sesso e nel piacere

è così nel corpo nei piedi fasciati

nel sedere

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BABBOMORTO

Viviamo nell’epoca del babbomorto

figli che vivono del passato

e si aggrappano su spalle che rimangono

ferite: costano troppo i medicamenti.

 

Gli squarci non faranno che infettarsi

per lo spessore degli artigli

nutriti a sorrisi e caviale.

 

Il primo insegnamento

è quello che vale,

un muoioperte che ha un capo solo

e la coda in cancrena:

sarà recisa.

 

Difficile nutrisri del frutto

beccato a torsolo dagli uccelli

in perenne stagione di lotta.

 

Babbomorto: s.m. (pl. babbimòrti) pop. Debito contratto dal figlio che verrà pagato con l’eredità, alla morte del padre.

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BABAU

Io sono venuta per distruggerti

niente più che una sirena alata

temporanea; lo credi

Ma ho davvero il potere di capire

che tu hai bisogno

di fingermi terribile, lo sono?

Sarà come vorrai.

Il mostro dei fanciulli

si annida in me, in noi.

Buia paura bambina

sconfitta soltanto da paesaggi

sotto le palpebre.

 

Babau: 1 fam. Mostro immaginario evocato per spaventare i bambini 2 fig. fam. Persona che incute paura.

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BABBUASSO

Uso un animale per dirti

che sei scemo

e chiamo bestia una persona

atta a sragionare

grezza, impura.

 

Ma un babbuino non ha mai

atteso l’ex fidanzata

nell’androne del suo palazzo

per ore

con l’unico intento

di accoltellarla trenta volte.

 

Babbuasso: agg. e s.m. [f. -a] (non com.) sciocco, babbeo. Alterazione di babbuino.

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Notizia e informazione

Dal dizionario:

NOTIZIA

  • 1 Informazione relativa a una persona o un avvenimento perlopiù recente, appresa direttamente o tramite altri SIN novità: diffondere una n.; buona, bella, brutta, cattiva n.; in partic. (e spec. al pl.) informazione di interesse generale trasmessa dai mezzi di comunicazione di massa: sentire alla radio le n. sportive; || fare n., destare interesse, scalpore | dare n. di qlco., informare, annunciare
  • 2 Informazione su fatti del passato tramite tracce tangibili o memoria: un popolo di cui si è persa ogni n.
  • 3 lett. Conoscenza, cognizione di qlco.

INFORMAZIONE

L’informazione è la scambio di conoscenza tra due o più persone, all’interno di una comunità o nella società, nonché il significato che le persone coinvolte attribuiscono a tale conoscenza. È ciò che, per un osservatore o un recettore posto in una situazione in cui si hanno almeno due occorrenze possibili, supera un’incertezza e risolve un’alternativa, cioè sostituisce il noto all’ignoto, il certo all’incerto. In altre parole, essa riguarda il contesto in cui i dati sono raccolti, la loro codifica in forma intelligibile ed in definitiva il significato attribuito a tali dati. La parola deriva dal sostantivo latino informatio(-nis) , dal verbo informare, nel significato di “dare forma alla mente”, “disciplinare”, “istruire”, “insegnare”.

Quindi, in sostanza, la notizia dovrebbe esserre un’informazione resa nota e dovrebbe quindi portare conoscenza su vasta scala, una conoscenza non superficiale, ma frutto di scambio e di studio, che dovrebbe permettere di avere maggiori certezze e cognizione di causa. Credo sarebbe utile ricordarlo ad ogni giornalista e direttore di giornale ogni volta che decidono di affrontare un argomento e di pubblicarlo sulla carta stampata o di diffonderlo in altro modo. E’ un compito gravoso e prezioso dare notizie.

Dare notizie è fare informazione, permettere alle idee di circolare, aumentare il livello di conoscenza qualificata.

 

 

 

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COMPRESO

Tu la comprendi già tua madre

nella maternità e comprenderai

un giorno la vecchiezza

 

È che la dedizione

al piatto del giorno

non consente tazze sporche

è che avviene tutto così

tardi e dopo

è un poi che ti pesa di colpo

 

Come il neonato

la sua mano

si appende all’anello che avevi all’orecchio e tira straziando

ciò che prima era unito

o lo schiaffo sul viso

gelido della morte che libera

ciò che prima era custodito.

 

Compreso 1. Contenuto, racchiuso, incluso 2. Capito, inteso. 3. Compenetrato, intimamente preso, concentrato, completamente assorbito. 4.colpito da una malattia 5. Quanto si comprende in un dato spazio.

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UNIONE

L’ACQUA è POTENTE

SPOSTA I COLORI

DICE LA TINTORA

IN LAVATRICE

PANCIA DI MAMMA

CON L’OBLò

 

L’ACQUA NUTRE E RICORDA

la sua forza

nel destino di un legame

 

MOLECOLA COL CORAGGIO

DI PENSARE AL MARE

 

Acqua 1. Liquido trasparente, incolore, inodore, insapore, formata da due atomi di idrogeno e da uno di ossigeno, costituente fondamentale degli esseri umani, diffusissima in natura 2. Distesa o raccolta di acque; 3. Pioggia; 6. Prodotto o preparazione chimica liquida; 7.  In chimica, liquidi di scarto 8. Liquido amniotico; 9. Limpidezza, intensità luminosa delle pietre preziose; 10. Trigono a cui appartengono i segni del Cancro, dello Scorpione e dei Pesci.

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AVANZO

A te ritorno

per perdermi disciogliere i grumi

di nuova vita

come un impasto mal riuscito

giù, nello sciacquone

 

A te ritorno

come resa

vuoto a perdere nell’indifferenziata

gettata insieme non è seme

di pianta né di fiore

 

A te ritorno liofilizzata

mutato il vento che sentivo

forte nello stomaco

al colmo della forza

tutte le possibilità dischiuse

 

ciò che resta

ora tenta

una nuova

dipartita.


Avanzo 1. ciò che resta di q. c. 2. eccedenza dell’entrata sull’uscita, utili 3. resto (aritm.) 4. risparmio 5. spazio percorso in un giro di elica in direzione del moto della nave 6. progresso.

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MINERVA

Per chi mi ha conosciuto
io ero Minerva
che ha deragliato
i sentieri del giusto.

Per chi mi conosce
io sono Minerva
Minerva alla cassa
Minerva la saggia
Minerva la scaltra
Minerva capace
Minerva che ride
Minerva che lotta
Minerva la bella
Minerva felice.

Cosa lega i soldi
svelti precisi sotto le mie dita
il sorriso dei miei occhi ocra
sugli albi per bambini;
cosa lega la magrezza, il mio
non bere all’abito cucito tra le sbarre;

cosa lega l’uomo che mi aiuta
a infilare il cappotto e
il ragazzo che mi scorta
puntuale fuori dal negozio;
cosa lega me oggi al coltello
del mio pusher col quale
ho ucciso un uomo.

Quando ho fatto a meno
dell’integrità innata quando ho smesso
di essere forza che danza,
quando la catena umana si è spezzata dal mio collo quando
il fuoco è incespicato e non ho più capito
le cose che dovevano finire?

Ora, che claudicanti si sono fatti
i tuoi sentieri del giusto
non sai punirmi, tu, ora:
se io ho potuto
anche tu potrai!

Ti terrorizza

il pensiero

non della colpa

ma della pena.

 

Minerva 1. Minerva fu la divinità romana della guerra, della saggezza e la protettrice degli artigiani. Da un punto di vista mitologico, la figura di Minerva deriva da quella di Atena, suo corrispettivo nella mitologia greca. Come per Atena anche per Minerva l’animale sacro è la civetta, talvolta il gufo. 2. Collare ortopedico di materiale rigido usato per sostenere e tenere fermi il collo e la testa. 3. Nome commerciale di fiammiferi, la cui capocchia non contiene fosforo e si accende solo se strofinata sull’apposita striscia della bustina in cui sono confezionati.

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UNO

SI POLVERIZZA
ANCHE L’AMORE PIÙ PURO
LE ORE A ZAPPARE IL GIARDINO
E LA LAVANDA
I RICORDI

S’INCENERISCE L’ANIMA

LE SUE LE TUE RAGIONI
EFFERVESCENTI PALLONCINI
CHE NON SI VOGLIONO
TRATTENERE

TORNI  MONADE
BELLA AL TUO CANTO.

Uno 1. Aggettivo numerale cardinale si tronca nella forma “un”; 2. Numero naturale che è successore di zero e rappresenta l’unità; 3. lett. Non diviso, unito; 4. Il numero uno; 5. Voto scolastico che, in una scala da 0 a 10, esprime un’insufficienza gravissima, prossima allo zero; 6. Tutt’uno, la stessa cosa, lo stesso, per indicare la stretta connessione in cui si considerano singole cose (oggetti, eventi ecc.); 7.  Pronome indefinito; 8. Una certa persona, un tale, non identificati; 9. In correlazione con altro; 10. Per esprimere l’impersonale.

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