Buon uso dell’8 marzo

E basta con queste polemiche sull’8 marzo! E’ una festa e, come tale, un rito: non sono certo io che devo spiegare l’importanza dei riti, già indagata da antropologi del calibro di Van Gennep o Maurice Bloch. E’ un rito anche festeggiare il compleanno, ma non è che una persona si sente viva solo quel giorno e morta negli altri. Quindi non è che ci si senta donne solo l’8 marzo o, per chi è uomo, non deve celebrare la donna solo in quella giornata, a volte in maniera volutamente ipocrita.

Donne che corrono sulla spiaggia - Pablo Picasso - 1922

Donne che corrono sulla spiaggia – Pablo Picasso – 1922

Ma si può usare l’8 marzo come punto di partenza per riflessioni più profonde su cosa voglia dire essere donna oggi, se vogliamo o non vogliamo prendere parte alla lotta per i diritti che ancora sentiamo di non avere. Può essere anche significativo nella vita di qualcuno di noi prendere una giornata per se’ oppure trascorrerla con amiche o parenti con i quali ci si vede poco, andare a pranzo o cena in un posto particolare per incontrare gusti inusuali, e così via.

Secondo me la Festa della Donna è un’occasione buona per interrompere la routine, anche dei pensieri, e approfittare per avere uno sguardo diverso su noi stesse e sul mondo.

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