ALLONTANARCI PER LA GIOIA

Annarella.

lasciami qui
lasciami stare
lasciami così
non dire
una parola che
non sia d’amore
per me
per la
mia vita che
è tutto quello che ho
e tutto quello che io ho
e non è ancora
finita…

Testo tra i testi dei CCCP, autore Giovanni Lindo Ferretti, scritta per il padre ma dedicata ad Annarella Giudici, in occasione di un litigio.
Qualunque sia la cronaca inerente al pezzo, colpiscono l’estrema dolcezza malinconica della melodia e il testo stringato. Non poteva essere più lungo se l’intento era sancire una verità assoluta e fondamentale per ogni esistenza: l’amore che mettiamo per la nostra stessa vita ci aiuta a scegliere con chi condividerla.

Questo anelito a vivere è ciò che ci mantiene evolutivi, ciò che ci consente di prescindere dalla felicità per trovare gioia nei giorni, per ritrovare i rapporti con gli altri, al di là delle inevitabili controversie, dei difetti, delle diversità.

VIVERE E’
di Daria Menicanti

Vivere è non sapere le ragioni.
Dopo un silenzio da contarsi a mesi
o anni, questa sera
ho una cena ridente affollata.
Al vino amaro si riscalda, a belle
donne, alle rose alte la cena.
Seduta accanto a lui, commensale adulato,
mi sento al sole. Affilo le mie spade
per la prima apertura di guardia.
Vivere è tutti i giorni cominciare.

Una spinta d’amore verso noi stessi che nulla c’entra con il narcisismo e che ci permette anche di allontanare gli incontri molesti. Di allontanare, di scegliere consapevolmente di non includere i molesti nelle nostre vite. I distruttori.

Ci sono persone e personalità che, più o meno consapevolmente, non riescono a costruire, ma riescono bene a distruggere, soprattutto quando entrano in contatto con persone forti e solari.
Sono quelli che fanno tre complimenti e un commento sarcastico, quelli per cui quando voi siete all’apice dll’entusiasmo, per loro c’è sempre qualcosa che non va e, implicitamente, vi danno la colpa di non esserne coscienti, che poi è come darvi la colpa di ciò che non va: perchè, non rendendovi conto che qualcosa non va, non fate niente per cambiare la situazione.  Come se questo dipendesse solo da voi. E poi questo “qualcosa” rimane sempre fumoso, non bene identificato, così voi vi arrovellerete a cercare che cosa sia. Intanto scava il malumore.

BALLATA
di
Libero de Libero

E niente brindisi alle finestre dell’alba
nè valzer triste alla porta aperta
la vita non è poi fatalità
una voce carica di memorie
e transito di fortune guaste
o civetta astioso emblema
ogni acino di tempo se ne va
in gocce di collera e i trionfi
d’un futuro così scarso crollano
tranelli di sabbia e logore sentenze
lui compagno del suo andare
per dove tutto non fu mai scritto
e ogni impresa fu valico del niente
è senza pietra la sua fionda
più non rincorre l’occhio le sue strade
per lui amore non è che invidia.

Sono quelli che vi amano un giorno e sono incerti il giorno dopo, quelli che vi fanno un regalo e poi vi dicono che state davvero male con quegli orecchini. Con questo tira e molla, cercano di minare le basi della vostra fiducia e si insinuano nelle normali debolezze e fragilità che ciascuno di noi ha.

Le cose fragili non sono da distruggere, ma da proteggere. La bellezza delle cose fragili.

Le persone non sono mai completamente negative, ma si abituano a mettere in atto comportamenti negativi, “strategie di difesa” per cercare di evitare di soffrire (per la storia hanno alle spalle, per ciò che hanno o non hanno ricevuto nella loro vita). Pur comprendendo questo, questo genere di comportamenti non riguarda né noi né qualsiasi altro interlocutore: è solo lo specchio di un problema di chi li mette in atto. L’’interlocutore è interscambiabile ed è solo il pretesto per tirar fuori, illusoriamente, un po’ del proprio malessere. Che può innestarsi sulle nostre insicurezze. Da lì il pericolo di perdere lucidità e stima di se stessi. La necessità di allontanarsi, di allontanarle senza ripensamenti.

E’ importante accogliere persone nelle nostre vite dalle quali ci sentiamo nutrite. E’ una sensazione anche fisica e troviamo una netta differenza a stare con loro. Ci sentiamo riempiti di una giusta sostanza e in pace con noi stessi. Con queste persone il confronto non è mai pericoloso, arricchisce: anche quando si litiga. Perchè poi si fa la pace.
Invece con i molesti il confronto è sempre confuso e ad un certo punto si ha la sensazione di non capire più quale sia il punto vero della discussione, perchè loro sono pretestuosi e vogliono solo vincere.
Nei rapporti, invece, non vince mai nessuno: si vince o si perde tutti.
Perciò avviciniamo e premiamo le persone che non dicono parole che non siano d’amore, aiutiamoli a starci accanto e stringiamoci a loro. Sarà un nutrimento continuo.
Sono nato con la bocca aperta

Facendo il mio ingresso in questo mondo succoso

Di pesche e limoni e sole maturo

E nella rosea e segreta carne di donna,

questo mondo in cui la cena è

nel respiro del deserto sottile

nelle spezie del mare distante

che galleggiano nel sonno a notte fonda.

Sono nato a un punto impreciso tra

il cervello e la melagrana

assaporando consistenze deliziose

di capelli e mani e occhi,

sono nato dallo stufato del cuore

dal talamo infinito, per camminare

su questa terra infinita.

Voglio nutrirmi dei fiori di ghiaccio

su questa finestra d’inverno,

gli aromi di molte zuppe,

il profumo di candele sacre

che in questa casa di cedro mi insegue

Voglio nutrirti della lavanda

che si sprigiona da certe poesie,

e della cannella delle mele che cuociono,

e della gioia semplice che vediamo

nel cielo quando ci innamoriamo.

Voglio nutrirti della terra acre

dove ho mietuto l’ aglio,

voglio nutrirmi di ricordi

che si levano dai ciocchi dei pioppi

quanto li spacco

e del fumo di pigne

che circondano la casa in una notte quieta,

e i crisantemi posati sulla soglia della cucina.

(Frammento di James Tipton, 1995 tratto da “Afrodita” di Isabel Allende)

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