Umami

Umami è il quinto gusto, individuato dalla cultura giapponese. Il quinto gusto è di per se indefinibile, ma è ciò che dona sapore ai piatti, che li rende gustosi. Umami è anche il titolo del romanzo di Laia Jufresa, scrittrice messicana, la quale sembra suggerirci che ciò che rende gustosa la vita è qualcosa di non esattamente decifrabile e dicibile. Continue reading

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10 luglio 2017 · 15:50

Il ruolo delle donne\3: Lucetta Scaraffia, dall’ultimo banco

lucetta-sGuarda video Quante Storie che presenta il libro.

Un deciso intervento per il riconoscimento della presenza femminile nella Chiesa.

Al sinodo dei vescovi sulla famiglia dell’ottobre 2015 per la prima volta qualche voce femminile si è fatta sentire e nel documento finale sono state riprese tracce del punto di vista delle donne. Tra loro, Lucetta Scaraffia che, «seduta proprio all’ultimo banco della grande aula del sinodo», ha potuto mettere a fuoco temi e nodi della discussione. In questo libro richiama e amplia quanto affermato nel suo intervento: la Chiesa non può dimenticare che il cristianesimo per primo ha proposto la parità spirituale fra donne e uomini e che è la tradizione cristiana ad aver gettato il seme dell’emancipazione femminile in Occidente. Le donne sono le sole che possano restituire vitalità e cuore a una struttura irrigidita e autoreferenziale. Da queste pagine emerge con forza la consapevolezza che «senza donne», come scrive Scaraffia, «la Chiesa non può pensare il futuro, perché sono le donne che la tengono in piedi e non accettano più di servire senza essere ascoltate».

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Il ruolo delle donne\2: A passo corto sugli orizzonti

Ho iniziato la raccolta rendendomi conto di uno stato di fatto assai critico nei rapporti uomo-donna, con situazioni differenziate in estremi e sfumature, unico fattore comune una crisi che è sinonimo, secondo me, di cambiamento in atto. Cambiamento tra gli uomini e cambiamento tra le donne, questo, a mio avviso, rende difficili i rapporti fra entità in formazione, non ancora definite nelle linee essenziali. Non definite perché in via di assestamento su valori che non sempre coincidono con quelli dei tradizionali ruoli assegnati.

Ho studiato testi (poesie, saggi, prose di vario genere), mi sono confrontata e ho intervistato me stessa,  generazioni di donne diverse per estrazione sociale, cultura, lavoro. Poi uomini. E ho registrato i punti salienti, secondo la mia personale sensibilità.
Non so dare una ricetta o fare previsioni per il futuro, ma mi è sembrato di trovare una chiave per un possibile domani nell’erotismo, inteso come sguardo, atteggiamento di curiosità verso se stessi e gli altri, che stimola e porta alla condivisione.

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Il ruolo delle donne\1: Luisa Muraro e l’utero in affitto

Iniziamo così un percorso che ci porta in luoghi diversi e, speriamo, stimolanti. Ragioniamo sul ruolo delle donne oggi. Lo facciamo grazie ad un libro che parla del rapporto degli adulti con le “creature piccole”.

Citando la casa editrice:

anima-corpoUn’analisi del tema dell'”utero in affitto“, considerato come la forma più attuale di sfruttamento del corpo delle donne. La scrittrice e filosofa Luisa Muraro, reagendo all’enorme pressione sulle “madri surrogate” e alla richiesta di legalizzazione di pratiche che negano il livello etico e la dignità della donna, ripensa il rapporto della donna con il proprio corpo – alla luce di un neoliberismo culturale che ne predica la totale disponibilità – ed esalta l’unicità della relazione madre-creatura che va formandosi. Un testo per capire il dibattito che sta investendo la politica, il diritto, l’etica e la famiglia e per rifllettere su un tema esplosivo, che riguarda tutti.

Guarda video intervista a Luisa Muraro

Guarda il dibattito alla Libreria delle donne

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MISTICA – Racconto di Claudia Ambrosini

Ora che mi dice “mistica”, non so proprio cos’è. La prof. dice parole che spesso non capisco, mi distraggo e mi perdo. Apre tante parentesi, come dice lei. Non sono sicura che le chiuda.

Ci chiede se conosciamo dei mistici. Io non so se ho capito che cos’è un mistico, però mi ha fatto venire in mente un signore che abita nello stesso cortile di mia nonna. Ha un cane che fa sempre la cacca davanti a casa nostra e lui non la raccoglie, lui, il signore, Ivo. Continue reading

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Distanza

La tecnologia rifiuta la lontananza. E così, di fatto, cerca di superare il corpo. Dimenticarlo, relegarlo ad un valore ultimo, infimo. Tecnologia come sostituto del corpo.

azzurra-lontananza-hesseLa lontananza è una dimensione necessaria. Se riteniamo valide alcune conclusioni alle quali è giunta la filosofia taoista, dato che tutto ciò che esiste è formato da complementari, l’assenza di uno vanifica la presenza dell’altro, annulla l’equilibrio. Lo squilibrio è malattia, fisica o mentale, generalmente entrambe.

Se vogliamo dar retta a Leopardi, il senso della lontananza emerge grazie ad una eccessiva vicinanza (la siepe de L’infinito ) e con essa la fantasia, la creatività, la capacità di riflettere, che si scatenano anche solo per cercare un modo di superare la distanza. Potremmo anche non trovarlo, questo modo, ma il cammino, e ciò che si scopre sulla via, rimane come tesoro. Dalla dialettica fra vicino e lontano nasce il movimento. Abbiamo presente l’oggetto dei desideri, vogliamo raggiungerlo, questo ci muove, fa escogitare vie nuove, corpo – mente – cuore che lavorano insieme, fa sentire la vita che scorre nelle nostre giornate.  Continue reading

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Ma siamo matti?

Lo psichiatra Vittorino Andreoli nella puntata di Pane Quotidiano parla di masochismo mascherato. Fede assoluta. Individualismo spietato. Sono alcuni dei sintomi che nel suo nuovo libro “Ma siamo tutti matti” Andreoli riscontra nel popolo italiano. Non una media dei vizi nazionali, ma un vero e proprio quadro clinico che rivela, con una “pietas” che è quasi un atto d’amore per l’Italia, le influenze del contesto storico e sociale sulla nostra psiche collettiva, perennemente in bilico tra normalità e follia.

Guarda Vittorino Andreoli a Pane quotidiano del 26/02/2015 Continue reading

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La mia casa sono i libri

L’intervista a Jhumpa Lahiri a Pane quotidiano dell’11 febbraio 2015 (Rai – Pane Quotidiano) affronta molti temi. Innazitutto, come ricorda Concita de Gregorio, conduttrice del programma, è un cervello in fuga verso il nostro paese, per una volta. Venire a vivere in Italia è stata per lei una scelta, quasi una necessità. E a portarcela sono state le parole. La lingua italiana. L’amore per una lingua e per le parole che la formano, in quanto capaci di essere il luogo di un’identità. La lingua è l’elemento fondante dell’appartenenza.

jhumpa lahiri“All’inizio pensavo fosse un capriccio, qualcosa di ammirevole, studiare un’altra lingua. Poi ho capito che c’era un bisogno più emotivo”. Continue reading

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Buon uso dell’8 marzo

E basta con queste polemiche sull’8 marzo! E’ una festa e, come tale, un rito: non sono certo io che devo spiegare l’importanza dei riti, già indagata da antropologi del calibro di Van Gennep o Maurice Bloch. E’ un rito anche festeggiare il compleanno, ma non è che una persona si sente viva solo quel giorno e morta negli altri. Quindi non è che ci si senta donne solo l’8 marzo o, per chi è uomo, non deve celebrare la donna solo in quella giornata, a volte in maniera volutamente ipocrita.

Donne che corrono sulla spiaggia - Pablo Picasso - 1922

Donne che corrono sulla spiaggia – Pablo Picasso – 1922

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Una giovinezza enormemente giovane

pasolini

Antonio Calenda pours the intensive acting abilities of Roberto Herlitzka, alone on the stage, into the emaciated body and lucid spirit of Pier Paolo Pasolini. An enormously young youth, written by Gianni Borgna, is a production which crumbles around a foreboding, almost prophetic monologue, on the one hand paying homage to the thoughts of the writer, created through the evocation of his works, and on the other consecrating his prophetic intuition on social and political fronts. One reflects, therefore, on current affairs through the words of a man who was capable of deciphering current affairs with a reckless foresight.

In a metaphysical evocation of the death of Pasolini, explains the director, we imagine that the writer sees himself massacred on the beach in Ostia. It is from this point that the show begins.

 

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